Digital native, Digital immigrant and Net Gen Skeptic. gen19

Tags

Related Posts

Share This

Digital native, Digital immigrant and Net Gen Skeptic.

Marc Prensky, nel suo articolo del 2001Digital Natives, Digital Immigrants” definisce i termini e cerca di comprendere le differenze insite nella società basata sul digitale tra le persone nate dopo il 1985, i cosidetti nativi digitali, e le altre, gli immigranti digitali.

“Our students have changed radically. Today’s students are no longer the people our educational system was designed to teach.”

“I nostri studenti sono cambiati radicalmente. Gli studenti di oggi non sono più le stesse persone per le quali il nostro sistema educativo è stato pensato.”

Bene, adesso ci siamo, siamo anche noi in questo paradosso: gli insegnanti, immigrati digitali, spesso solo spettatori tecnologici, hanno il compito di educare bimbi ed adolescenti che frequentano un mondo parallelo, a realtà aumentata, al quale gli stessi educatori non hanno accesso.

Le famiglie ed i genitori non capiscono cosa sta succedendo, affermano solo la loro impossibilità a “far togliere gli occhi da quei cosi” ai loro figli, acquistano per essi videogame vietati a 16-18 anni e li lasciano soli, mentre questi bimbi su internet, tra un video su Minecraft ed un tutorial, incontrano Capo Bastone e qualche filmato porno, autoformano in tal modo le loro coscienze adulte. (segue)

Sono rimasti solo pochi anni per creare nuovi metodi educazionali per una nuova società che permetta a questi giovani una formazione adeguata. Ma attenzione! Siamo certi che chi è preposto a creare questa nuova scuola conosca il problema?

Our Digital Immigrant instructors, who speak an outdated language (that of the predigital age), are struggling to teach a population that speaks an entirely new language.

“I nostri attuali insegnanti, immigranti digitali, usano un linguaggio, derivato dall’era predigitale, non più attuale e stanno lottando per insegnare a una popolazione che parla un linguaggio del tutto nuovo.”

Questo comporta un’approccio nuovo, un’avvicinarsi tra digital tutors e la classe insegnante per creare, o imitare da realtà più evolute, una nuova didattica. Di questi tempi, specie alle elementari, si tende ad accontentarsi di quello che c’è, LIM con didattica discutibile, ADSL lente o assenti, aule multimediali fatiscenti e/o obsolete. Si dirà: “è un male comune”, ma il mondo va avanti, milioni di bambini affrontano l’ora del codice e poi proseguono il loro cammino verso la vera consapevolezza dell’uso al digitale, mentre i nostri hanno difficoltà a crearsi un’immagine avatar. La causa? L’assenza della didattica specifica e diretta al problem solving, l’assenza del parallelistmo con la realtà ed il digitale.

Del resto, quanti di noi acquistano libri digitali per se’ ed i propri figli/nipoti?. La desolante desertificazione progressiva del lettore è dovuta alla mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura, il basso livello culturale della popolazione, inadeguate politiche pubbliche di incentivazione all’acquisto dei libri, non sufficiente promozione dei libri e della lettura da parte dei media, alla qualità dell’offerta di molti libri e, last but not least, alla totale assenza del fenomeno imitativo della lettura in famiglia. Famiglie spesso composte da uomini e donne che subiscono la tecnologia come un’imposizione, usano il digitale controvoglia pensando ad internet come una nuova tecnologia che non fa per loro. Sono i Net Gen Skeptic, moderni luddisti digitali che allargano il divario generazionale tra loro ed i ragazzi e lasciano un vuoto assordante.

[link]

Please like & share: