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Il tempo nell’era del ritardo

alice-in-wonderland-30327_1280and the White Rabbit was still in sight, hurrying down it. There was not a moment to be lost: away went Alice like the wind, and was just in time to hear it say, as it turned a corner, “oh my ears and whiskers, how late it’s getting!… (Alice’s Adventures in Wonderland – Lewis Carrol)

 

Ogni volta che rileggo Alice nel paese delle meraviglie rimango stupita da quanto sia attuale, da quanti spunti di riflessione e metafore applicabili al nostro essere individui al giorno d’oggi porti con se. Consiglio a tutti di leggerlo/rileggerlo perché è davvero un piccolo capolavoro.

Mi è venuto in mente pensando a una delle cose che ci fa sentire più a disagio in questa nuova era digitale: il sentirci sempre e inesorabilmente in ritardo.

La rivoluzione digitale, tra le sue componenti rivoluzionarie, ha proprio il fatto che ci ha fatto perdere il controllo del tempo. Ha annullato il tempo di tantissime azioni con processi invisibili e incomprensibili ai più. Tutto è più veloce, tutto è più rapido e per molti versi quindi più facile.

Annullando l’impegno, il tempo necessario all’esperienza per compiere le cose, ci ha tolto anche la possibilità di interiorizzarle fino in fondo facendoci correre da una cosa all’altra in un accumulo di cose da fare e presto fatte a cui diamo sempre meno valore. Non ha prodotto più tempo per pensare, riflettere e interiorizzare ma ci ha messo in gara nel compiere sempre più azioni.

Se davvero vogliamo che il il digitale sia risorsa e se vogliamo riprenderci in parte il controllo della strada che stiamo seguendo bisogna, secondo me, riflettere su alcuni punti:

  1. Il mondo non va che avanti. Inutile fare una guerra al progresso solo perché ci si sente inadeguati perché sarebbe una guerra inutile.
  2. Le nuove sfide non sono una competizione con gli altri ma solo con noi stessi, con la nostra capacità di assimilarle, comprenderle e utilizzarle per rendere migliori le nostre vite.
  3. Le esigenze umane sono davvero cambiate pochissimo rispetto ai primi uomini. Sono gli strumenti che sono cambiati radicalmente ma non bisogna lasciare che gli strumenti prendano il sopravvento, le nostre esigenze umane hanno sempre la priorità.

Queste riflessioni semplicemente per dire che il digitale fa già parte della nostra realtà, cerchiamo di essere curiosi, prendiamoci il tempo per fargli posto nella nostra vita, per capirlo e per utilizzarlo al meglio. Che sia il sentirsi in ritardo sprone a rimanere curiosi rispetto al futuro e non elemento paralizzante perché anche se siamo in ritardo è importante dedicare il tempo a ciò che facciamo.

Il Coniglio Bianco con tutta la sua fretta incuriosisce Alice e la stimola ad alzarsi dal suo albero ma poi sono le esperienze che farà con tutto il tempo che ci vorrà per farle che arricchiranno Alice.

…it was a curious dream, dear, certainly: but now run into your tea; it’s getting late… (Alice’s Adventures in Wonderland – Lewis Carrol)

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