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La libraia di Voghera e «l’opportunità» della crisi.

Da il Sole 24 Ore del 26 luglio 2015.

Gentile Direttore, nel 2016 saranno vent’anni che dirigo la Libreria Ticinum qui, in via Bidone a Voghera. Quasi due anni fa la crisi stava mettendo in serio pericolo l’attività così ho cercato di capire come resistere. Che si creda o meno al caso, proprio in quel periodo uno scrittore vogherese mi ha parlato di un suo manoscritto che aveva quasi dimenticato in un cassetto e me lo ha mostrato.

Si trattava di un lavoro legato alla tradizione popolare locale che ho trovato di grande bellezza e interesse. Così ho deciso di stamparlo io evolvendo la mia libreria in casa editrice, diventando Libreria Ticinum Editore. Abbiamo salvato la libreria, pubblicato a tutt’oggi 10 titoli e siamo un’attività in crescita. Mentre i grandi gruppi si fondono e le piccole e medie case editrici tentennano sotto una distribuzione capestro, abbiamo avuto il coraggio di iniziare un’attività profondamente attenta al territorio e capace di creare cultura, con libri di grande qualità e cura grafica, con un gruppo di amici collaboratori che sta credendo nel progetto. Stampiamo in digitale e in maniera tradizionale a seconda dei volumi, distribuiamo in un raggio di poche decine di chilometri, spediamo i libri a chi ce li richiede e siamo presenti in rete essendo nel circuito Arianna.

Un’attività da cui rinascerà un modo di fare cultura senza aiuti dalle istituzioni. Insomma un modo che trova nella crisi un’utilità nel momento di cambiamento. Crisi dunque non come frenata ma come opportunità. Abbiamo capito che per andare avanti bisognava tornare indietro di tre secoli, quando i librai diventavano editori cercando solidità economica nell’unione di due mestieri. Non un’idea innovativa quindi, ma antica, settecentesca.

Elisabetta Balduzzi

[ilSole24Ore]

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