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La matematica non serve per i voti.

Articolo tratto da il SecoloXIX, del 24 febbraio 2015.

Ci scrive un professore di matematica che insegna in un istituto superiore genovese, “Vorrei fare qualche riflessione sulla valutazione numerica a scuola (perché non basta la matematica delle quattro operazioni).

Nei primi esami di matematica (analisi e algebra) si impara che i numeri hanno meravigliose proprietà, ad esempio possono essere ordinati. Siamo tutti capaci di indicare, magari coll’aiuto della calcolatrice, quale tra due numeri è più grande, ma già quando ad un numero sostituiamo le “coppie di numeri”, questa proprietà si dilegua. Non ha senso domandarsi se (100; 4) sia più o meno grande di (25; 55). Figuriamoci quando le cose si complicano (terne di numeri, etc.).

Gli ingegneri che studiano le reti neurali ci insegnano che se si cerca di mappare un universo sconosciuto utilizzando un numero di variabili inferiore alle dimensioni dell’universo che si cerca di esplorare, si va incontro a paradossi. Immaginate di mappare un quadrato con un filo. Potreste disporlo nel quadrato a spirale, oppure farlo scorrere avanti e indietro, come un trattore su un campo. Accadrebbe una cosa bizzarra: due punti vicini nel filo, sono vicini anche nel quadrato, ma due punti lontani nel filo, potrebbero essere vicinissimi nel quadrato. Mi sono spiegato?

Le conseguenze sono piuttosto bizzarre: se il prof. Bianchi dà 3 a Matteo, 7 a Tommaso e 8 a Camilla, è probabile che il valore di Tommaso e Camilla sia piuttosto simile, ma è possibile che lo sia anche quello di Matteo. Ridurre fattori multidimensionali ad un valore numerico ha l’enorme vantaggio di semplificare, ma dal punto di vista scientifico (prima ancora che di quello pedagogico) è un grosso sbaglio che, en passant, si traduce troppo spesso in mero indottrinamento e totale abbandono di quelle personalizzazioni che consentirebbero di coltivare ciascuno, secondo le proprie caratteristiche, pulsioni, capacità e desideri.

Un plauso, quindi, alla campagna del Movimento di Cooperazione Educativa che promuove l’idea di abolire i voti nella scuola primaria, come accade in Finlandia, da molti anni regina di buoni risultati nelle rilevazioni internazionali.

Donata BonomettiSecoloXIX, del 24 febbraio 2015

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