Linguaggio analogico e digitale: una definizione possibile gen17

Tags

Related Posts

Share This

Linguaggio analogico e digitale: una definizione possibile

  • Linguaggio analogico: linguaggio del corpo. Il linguaggio analogico si lascia solo interpretare. Il linguaggio analogico procede per somiglianze e non conosce la negazione
  • linguaggio digitale: linguaggio verbale, numeri, musica. Ogni linguaggio digitale si può decodificare: basta conoscere il codice. Il linguaggio digitale è astratto, formato da unità disposte in sequenze finite, comprende la negazione e diverse funzioni logiche.

analogicodigitaleCome esempio, pensate alla mano aperta che indica il numero cinque e che potrebbe essere scambiata per un saluto o un segnale di stop. Se conoscete i numeri arabi, 5 significherà senza incertezza cinque unità. Se non conoscete i numeri arabi potrete apprezzare invece solo l’aspetto analogico e la fisicità del 5 come segno grafico. Se volete mentire, ricordate che è più facile controllare un testo scritto che il nostro corpo. Del resto però, il linguaggio digitale ha un problema: i nomi corrispondono alle cose per convenzione. Avete mai avuto quella spiacevole sensazione di provare qualcosa, ma non esisteva la parola adatta a dirlo così come lo sentivate? Digitale o analogica, qualsiasi forma di comunicazione può essere concepita e recepita efficacemente nella misura in cui ciascun soggetto la riconduce al modello – l’archetipo – della comunicazione interpersonale. Ovvero anche quando ascoltiamo od osserviamo uno spot, pensiamo a una relazione: un io che parla a un tu, qualcuno che parla a qualcuno, un manifestare se stessi nella relazione con l’altro. E cosa entra in gioco nella relazione se non le emozioni? Secondo lo psicologo Daniel Goleman le emozioni fondamentali sono sette: collera, paura, felicità, amore, sorpresa, disgusto e tristezza. Dopo la bibliografia, giocheremo un po’ con le emozioni.

Vi interessa l’argomento? Eccovi un buon libro da leggere:

Bibliografia:
Annamaria Testa
Farsi capire
Milano, BUR editore, 2009

Please like & share: