Nativo sì, Nativo no gen22

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Nativo sì, Nativo no

324407-700x486Si è diffusa una distinzione tra chi è nativo digitale e chi non lo è e mi è venuto da riflettere se fosse meglio esserlo oppure no.

In realtà la distinzione si basa su un mero dato di fatto. L’era digitale si è affermata ad una velocità tale che si trovano a convivere persone che sono nate prima che si affermasse e persone che ci sono nate dentro. Non è una distinzione di valore in sè.

Il valore, mi viene da pensare, sta tutto nella conpresenza. I nativi hanno la facilità di utilizzo e acquisiscono fin da piccolissimi una certa logica di approccio. I non nativi possiedo la ricchezza e la prospettiva del percorso.

Un esempio: per fare la ricerca bibliografica della mia tesi di laurea potevo già contare sul prestito interbibliotecario, lento, molto lento ed essenzialmente potevo attingere da biblioteche italiane. Potevo acquistare titoli stranieri a costi altissimi e con tempi lunghissimi. Usavo computer pubblici, lenti, molto lenti e dovevo necessariamente restringerne l’utilizzo al minimo indispensabile. Con quanto mi costava comprare i libri facevo prima ad andare a prenderli direttamente nel paese di pubblicazione. Mi diedi da fare per ottenere una borsa di studio e feci un fantastico viaggio di un mese nelle biblioteche degli Stati Uniti (già avanti in quanto a reti) e poi a Città del Messico. Carica di libri e fotocopie andavo e tornavo dalla sala computer della mia università, finché i miei genitori mi regalarono un computer portatile (Ci volle il contributo dei miei genitori ma anche quello dei nonni per quanto costava…). Il senso di responsabilità per tale regalo mi stimolò a cercare di conoscere quanto più potevo del nuovo mezzo, dei programmi e delle possibilità.

Mia figlia già a 3 anni sapeva sfogliare le foto del telefono e scattarne di nuove. A 4 mi chiedeva di mandare email alle maestre, quando non so qualcosa mi dice di cercarlo su internet..insomma tutto un’altro approccio.

Eppure il senso di magia che provo ogni volta che banalmente cerco qualcosa su google credo che sia una ricchezza incredibile. Dalla magia, dallo stupore nasce la voglia di conoscere e di scoprire per questo credo che i non nativi abbiano un ruolo fondamentale, quello di mantenere viva la curiosità e dare prospettiva che quello che è adesso cambierà ancora. Allo stesso tempo le competenze innate dei nativi digitali hanno la potenza di tutto ciò che è innato e questo apre nuove frontiere al dialogo intergenerazionale.

C’è davvero posto per tante competenze diverse e non ha senso sentirsi esclusi e men che meno pensare che è troppo tardi.

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