Riflessioni Sanità/1 gen17

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Riflessioni Sanità/1

Orbene, questo dovrebbe e vorrebbe essere un gruppo di sensibilizzazione ai problemi inerenti alla sensibilità nei confronti della informatizzazione telematica nei confronti di vari ambiti.
Secondo Pascal è bene che ciascuno parli di ciò che conosce. Per questo ben venga una rete di operatori, professionisti, in grado di portare le proprie esperienze.
Quindi da medico, operante del Servizio Sanitario nazionale, vorrei, senza particolari riflessioni, di getto, sottolineare alcune criticità e nel contempo prospettive, nei confronti delle quali tale sensibilizzazione potrebbe essere di utilità.
Premetto però che, se vogliamo per la mia particolare esperienza personale, sono un po’ scettico e pessimista.
Questa sensibilità infatti viene a cozzare rudemente con la rigidità della burocrazia, a vari livelli pervasiva.
Esempi: nei miei datati PC (con Windows XP!) in ospedale non posso installare alcun software senza la preventiva autorizzazione della UO Tecnologie Informatiche. E non faccio riferimento a giochi o strani programmi, ma browser alternativi ad Explorer o Firefox (i soliti accettati), né a programmi verticali per specifiche e particolari patologie.
E preferisco sottacere quanto attiene a quella parola magica “privacy”, che, malintesa, diviene una mostruosa e melmosa ragnatela che rende difficili se non impossibili banali procedure della quotidiana attività clinica.
Il primario Neurochirurgo di Siena da almeno otto anni aveva sollecitato la creazione di un servizio che permettesse il teleconsulto e l’invio di immagini radiologiche da strutture periferiche a quella centrale. Solo dopo tutto questo tempo sembra che stia divenendo finalmente realtà.
Ma pensiamo positivo.
L’arrivo dei tablet potrebbe per esempio fornire soluzioni mirate ed efficienti. La cartella clinica veramente computerizzata, con la possibilità di muoversi non più con gli storici carrelli porta cartelle, cartelle cartacee, richieste cartacee, risposte cartacee, ma con un solo tablet collegato ad un server centrale.
In alcuni Ospedali del Nord, questo è già stato realizzato.
Per fare questo, occorrono sì idee, sensibilità, ma anche interlocutori in grado di capire, apprezzare,valutare e nel caso agire.
Per ora, alla prossima.

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